IPv6 questo sconosciuto

E’ ormai giunta la fine !

Quella degli indirizzi IP, le sequenze che identificano univocamente un dispositivo collegato a una rete informatica, al pari di un indirizzo stradale o un numero telefonico, consentendo l’accesso a internet. Internet è infatti basato sul protocollo TCP/IP, dove IP sta per Internet Protocol – è tuttora in uso il primo protocollo Internet, IPv4, ideato nell’84, che permette di identificare “solo” 4.294.967.296 indirizzi IP, che al tempo sembravano più che sufficienti. 

Ora sono ormai esauriti, con largo anticipo rispetto alle previsioni degli ultimi anni.Da qui la necessità di passare a IPV6, la nuova versione del protocollo IP, definita dall’ICANN per ovviare al fenomeno e continuare a dare a chiunque la possibilità di accedere a internet.

Oltre ad una maggiore disponibilità di indirizzi, le innovazioni offerte da IPv6 includono un più alto livello di sicurezza e funzioni di mobilità avanzate, tra cui il multicasting, ovvero la possibilità di inviare un flusso di dati contemporaneamente a più destinatari..  

 

IPv4 IPv6
Numero indirizzi: 2^32 2^128
Aspetto 10.10.10.1 3ffe:ffff:0000:2f3b:02aa:00ff:fe28:9c5a
Localhost 127.0.0.1 0:0:0:0:0:0:0:1
URL http://www.google.com http://ipv6.google.com 

 

Se i 4,3 bilioni di “vecchi” indirizzi IP non sono più sufficienti, il massiccio aumento di disponibilità di indirizzi IP dovrebbe risolvere il problema per molto, molto tempo (dire “per sempre” è un po’azzardato – considerata la velocità di sviluppo dell’informatica, non si può escludere che i nostri nipoti possano trovarsi costretti a passare a un  nuovo protocollo).

 

Gli indirizzi IPv4 occupano 32 bit e si presentano come sequenze di quattro numeri; IPV6, con 64 bit a disposizione, permette di identificare indirizzi più lunghi e complessi, che prendono l’aspetto di stringhe esadecimali (combinazione di numeri e lettere).

La differenza visiva è palese: si passa da 4 gruppi di cifre decimali a 8 gruppi di 4 cifre esadecimali. Esiste anche una notazione contratta, con la possibilità di eliminare gli zeri iniziali all’interno di ogni blocco di 16 bit e di comprimere una serie contigua di blocchi impostati su 0.

Ad esempio,

FE80:0000:0000:000:02AA:00FF:FE9A:4CA2 può essere compresso in FE80::2AA:FF:FE94:4CA2.

Fortunatamente resta la possibilità di accedere alle risorse web tramite url molto più facili da ricordare, il servizio DNS diventa sempre più importante.

Anche se la minaccia dell’ARPAgeddon (come è stato soprannominato il fenomeno di esaurimento degli indirizzi IP) è scongiurata, il passaggio globale da un protocollo all’altro non sarà immediato, e richiederà uno sforzo coordinato da tutte le parti, utenti compresi. I principali provider effettueranno la migrazione entro l’anno 2011, ed occorre mettere in previsione difficoltà tecniche quali rallentamenti, timeout e problemi di connettività per chi non avrà configurato il computer correttamente.

Attualmente molti utenti utilizzano, anche senza saperlo, dei Tunnel Broker, servizi che consentono a computer collegati alla tradizionale rete IPV4 lo scambio di dati tramite la rete IPV6.

Interessa sapere se si ha già connettività IPV6? Ci sono diversi modi per verificarlo, ad esempio utilizando questo test della connettività IPv6 o più semplicemente digitare direttamente nel proprio browser un indirizzo ipv6, ad esempio quello di Google:http://2a00:1450:8002::6a

Giovanni Perteghella (98 Posts)

Giovanni Perteghella è un'istruttore certificato Cisco CCSI#32156, Cisco CCAI, VMware VCI e VMware vITA. Attualmente vive in Italia, tiene corsi e attività di consulenza in Europa e USA. Le aree primaria di interesse sono il Voice, Datacenter oltre al Routing&Switching e Wireless. Ama il mondo Apple da quando possiede il suo primo Apple ][ a 48KB


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